Turisti per caso? No, migranti irregolari. Il surreale sbarco a Lampedusa col barboncino al seguito

Il surreale sbarco in una Lampedusa allo stremo

Cappelli di paglia, occhiali da sole, smartphone, sigarette e un barboncino al seguito. Il surreale sbarco avvenuto ieri a Lampedusa lascia poco spazio a qualsiasi interpretazione. Sul gommone vi erano undici persone, otto uomini e tre donne, i quali sembravano pronti a passare alcuni giorni di vacanza sulle coste siciliane. Invece si trattava di migranti irregolari, i quali hanno ricevuto il soccorso della Guardia Costiera fino al molo Madonnina.

Tra le raffiche di sbarchi avvenuti in queste ultime settimane a Lampedusa, questo sembra essere il più assurdo. Sembravano dei vacanzieri pronti a godersi le bellezze nostrane, non dei migranti recuperati su un barchino in difficoltà in mezzo al mare. D’altronde questo non è stato l’unico sbarco avvenuto ieri in autonomia. Le FdO – poco dopo – hanno individuato sugli scogli altri 7 migranti appena sbarcati in autonomia.

Sono riusciti ad arrivare a Portu ‘Ntoni, accanto a Cala Croce, e dopo aver abbandonato il barchino utilizzato per il viaggio si stavano addentrando nell’isola. Nella notte gli abitanti dell’isola hanno tentato di bloccare il porto, ma la protesta è stata fin troppo timida. Lampedusa è ormai al collasso da troppo tempo, la situazione degenera sempre più man mano che i giorni passano.

Le dichiarazioni di una migrante dello sbarco surreale

Sono stata 15 anni in Italia, poi sono tornata nel mio Paese e ora sono tornata di nuovo in Italia perché mi piace. Spero di trovare un lavoro e la libertà perché in Tunisia è piena di carceri, è piena di schifo“, ha detto la donna proprietaria del barboncino. Anch’ella di origine tunisina, la sua immagine è molto lontana da quelle che la propaganda del pensiero unico ci somministra giornalmente. La donna non rappresenta affatto il tipico migrante strappalacrime.

Anzi, lei stessa ha ammesso di aver acquistato, insieme agli altri migranti, il gommone per arrivare a Lampedusa. “Abbiamo comprato, tutti quanti, una barca. Ognuno di noi ha dato un poco di soldi e abbiamo guidato per arrivare qua“. Nel frattempo, la GdF ha individuato un’altra barca con a bordo 19 tunisini diretti all’isola di Lampione. Il business dei migranti non si fermerà mai.

Confini colabrodo

Lampedusa non è più l’isola della spiaggia dei Conigli, della Cala Greca e del turismo esotico. Ad oggi, la splendida isoletta siciliana è stata trasformata in un vulcano pronto ad esplodere. I nostri confini sono ormai ridotti ad un colabrodo, chiunque può sbarcare e farsi beffe delle autorità italiane. Le FdO sono costantemente impegnate, gli hotspot sono ormai ridotti ad una polveriera.

È arrivato il tempo di prendere le decisioni necessarie per fermare questo traffico indegno, il quale si riversa quotidianamente sulle nostre spalle. Purtroppo, al comando di questo Paese, non vi sono dei governatori disponibili a bloccare tutto questo. Anzi, si continua a discutere sulle “navi quarantena” e non si fa nulla per salvaguardare la salute dei cittadini di fronte a questa deliberata invasione.

I turisti-migranti tunisini arrivati ieri sono la ciliegina sulla torta. Soltanto uno stato come l’Italia poteva arrivare a farsi sbeffeggiare così tanto. Nel frattempo, a Strasburgo e a Bruxelles, si ride a crepapelle. Risus abundat in ore stultorum…


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