Sicilia, il silenzio assordante della cassa integrazione

Un silenzio assordate quello percepito dalle 33 mila aziende e dai 135 mila lavoratori. Neanche un assegno per la cassa integrazione. Il motivo? La mancata comunicazione tra i portali della Regione e i sistemi dell’INPS. Palazzo D’Orleans, dal suo pulpito, annuncia che il problema è risolto.

Quando arriveranno?

Ai primi di maggio. L’ INPS ha spiegato che la prassi burocratica impiega circa 15 giorni. In gioco però potrebbero entrare le banche. Grazie ad un accordo tra INPS e ABI, gli istituti di credito potrebbero concedere un servizio anticipato di pagamento delle casse integrazioni una volta che il decreto è stato trasmesso dalla Regione all’INPS. Un fronte plausibile che ancora resta in silenzio.

Il team regionale

Un team formato da 138 uomini si occuperà delle pratiche. «Secondo i nostri calcoli – afferma Mannino – bastano pochi minuti per smaltire le pratiche di aziende con meno di cinque dipendenti, mentre per le società oltre quella soglia ne servono circa venti. Ogni giorno si possono smaltire circa le pratiche di 3mila imprese» Affinché venga disbrigata l’immensa mole, è necessario che gli impiegati lavorino anche di sabato e domenica. «…Siamo arrivati a questo punto perché l’ufficio del Lavoro è stato smantellato nel corso degli anni. Così ci siamo ridotti a partire una settimana dopo tutte le altre regioni»

La richiesta dell’UIL

« La cassa integrazione in deroga in Sicilia – ha affermato il segretario generale Claudio Barone durante il confronto di ieri mattina fra governo e sindacati sulle misure per l’economia introdotte nella Finanziaria – ha interessato il doppio dei lavoratori rispetto alla Lombardia. Le nostre famiglie sono monoreddito, per questo chiediamo che la Regione integri il provvedimento portando la cassa integrazione straordinaria dall’80 al 100 per cento».

Ma i metalmeccanici?

Non solo lavoratori, a pagarne le conseguenze i metalmeccanici messi in cassa integrazione ordinaria. A farne appello è proprio la Fiom Cgil: «Solo in provincia di Palermo – avvisa il segretario, Francesco Foti – ci sono 4.550 lavoratori che attendono gli assegni. Ci era stato garantito che i pagamenti sarebbero arrivati già a partire da mercoledì scorso, e invece a quanto pare c’è un problema all’Inps».

«Le aziende più grandi, come la Fincantieri o la Kone – specifica Foti – hanno la forza per anticipare i pagamenti ai loro dipendenti e poi rifarsi con l’Inps. Quelle più piccole, incluse aziende medie come la Omer di Carini, cioè la quasi totalità, hanno invece chiesto all’Inps di pagare direttamente».


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