La Sicilia è ad un passo dall’essere dichiarata “Covid-free”

Mesi terribili

La nostra meravigliosa regione – come tutto il resto d’Italia – ha affrontato una situazione mai sperimentata prima e adesso è ad un passo dall’essere dichiarata “Covid-free“. In questi mesi terribili ne abbiamo viste di cotte e di crude. Attese infinite per i bollettini delle 18, momenti di sconforto per i nuovi paradigmi sociali impostici e altresì tanto coraggio per tentare di uscirne vittoriosi.

Sembrano passati pochi giorni dalla celeberrima conferenza stampa del premier Conte del
8 marzo. Oggi, 20 giugno 2020, la Sicilia conta soltanto 153 positivi al Covid-19 e potrebbe presto arrivare al fatidico “zero“. In questo lungo frangente i danni arrecati all’aspetto sociale, ma ancor di più all’aspetto economico, sono definibili come veri e propri malestri di guerra.

Durante l’attuazione delle misure quarantenarie, i nostri conterranei hanno sofferto l’avanzare di una povertà dilagante. Come già discusso qui, numerosissime famiglie siciliane hanno visto ridursi – anche del 100% – le proprie entrate. Numerose categorie sono state appiedate dallo Stato e in parecchi vedono i famosi 600€ come un cittadino milazzese vede l’Etna. Lontana e spesso come se fosse soltanto un miraggio in mezzo alla foschia.

Imperituro onore al personale medico-sanitario

Ci sono eroi che, nella storia umana, sono spesso passati in sordina. Essi – in realtà – hanno compiuto imprese superiori per permettere al protagonista di assurgere al suo compito. Sono centinaia i medici e gli infermieri dei nosocomi siciliani che hanno intrapreso questa lotta senza quartiere contro il Covid-19. I nomi di tutta questa moltitudine probabilmente verranno dimenticati, ma senza di loro non saremmo mai arrivati a pronunciare questo tanto agognato anglismo: “Covid-free“.

Ciò che sarà necessario tributargli è l’imperituro onore che meritano. Lavorare ogni giorno per salvare vite umane con turni massacranti e col rischio di essere contagiati non è un compito adatto a tutti. Il grande spirito di abnegazione del nostro personale medico-sanitario è meritevole di infinita stima. Senza il loro silenzioso lavoro nei corridoi dei nostri ospedali, certamente non saremmo riusciti a uscirne vittoriosi.

I nostri sono eroi mandati in trincea dopo i titanici tagli alla sanità e senza delle indicazioni precise e concrete da parte dell’OMS. Ciononostante il popolo di Bergamo sta tributando – con grande fervore – gli sforzi compiuti dai nostri medici. Sarebbe impossibile dimenticare l’accoglienza offerta dai nosocomi siciliani ai bergamaschi colpiti dal Covid-19. Uno dei tributi più belli proviene da un magazziniere orobico, il quale si è tatuato la famosa “Trinacria” sul petto per rendere omaggio alla nostra splendida isola.

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“Covid-free” è sinonimo di ripartenza

Adesso è necessario ripartire. Come ha riferito poc’anzi il presidente Musumeci, accendere nuovamente a pieno regime il motore della Sicilia è fondamentale. “Negli alberghi arrivano i primi turisti, martedì vertice con Enac e compagnie aeree”. Le parole del presidente della regione Sicilia non sono il sintomo di un capriccio, ma sottolineano la necessità – per la Sicilia – di una mobilità aerea più economica e con maggiori collegamenti.

La nostra regione deve ripartire dal tesoro proveniente dal suo scrigno più grande: quello delle sue meraviglie disseminate in tutto il nostro territorio. Un turismo sicuro, questo è ovvio, ma ciò non basta. È necessaria la ripartenza anche di tutti quei settori gravemente danneggiati dalla pandemia: la pesca in primis. Basti pensare alle pacifiche proteste organizzate dai pescatori di Mazara del Vallo o di San Vito Lo Capo viste in una puntata di Quarta Repubblica qualche settimana fa.

Con soli 153 contagi e con la speranza di non dover più piangere alcuna dipartita causata da questa maledetta piaga, la Sicilia è pronta a ritornare ai vecchi paradigmi sociali ed economici. Continuare a perpetrare una linea draconiana, come quella già vista nei mesi precedenti, apporterebbe delle cicatrici insanabili. Occhio però ai catastrofisti: nei loro confronti, bisognerebbe prestare sempre meno il nostro udito. Il “Covid-free” è ad un passo. Raggiungiamolo.


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