La maturità ai tempi del Coronavirus: tra sogni e paure

La maturità ai tempi del Coronavirus ci ricorda quanto sia stato strano l’anno scolastico che si è appena concluso. Nessun’ultima campanella, festeggiamento o gavettone per i nostri maturandi: ad attenderli solo l’ansia di un un grande capitolo da chiudere. Ebbene sì, quanti di noi ricordano con affetto i momenti concitati prima della maturità? Le interrogazioni fatte per recuperare un voto all’ultimo momento o le notti di ripasso con la pizza sul tavolo e Venditti di sottofondo.

Questa del 2020, invece, è una maturità inusuale. Abbiamo visto i nostri ragazzi stare per mesi dietro la DaD che, tra paure e incertezze, pare esser stato l’unico metodo per poter permettere loro il prosieguo di un’istruzione. Abbiamo scoperto, inoltre, la frangibilità di un sistema scolastico impreparato ad’ un emergenza simile, come l’intera Italia del resto, ma che ha fatto del proprio meglio.

Alle porte di questo 17 Giugno il nostro consiglio è  rivolto proprio ai maturandi: affrontate queste settimane di ansie e paure in compagnia di un buon libro. Uno di quelli che possa capirvi e farvi rivivere i momenti belli e brutti di questi 5 anni che ormai hanno tracciato un segno indelebile nelle vostre vite. Un libro che stia dalla vostra parte.

 

Diario di scuola: la maturità è arrivata

Capita nell’adolescenza  di star lì a riflettere sul cosa farsene della propria vita una volta suonata quell’ultima campanella. Capita anche di guardare i primi della classe e pensare che loro andranno lontano mentre chi ha ostentato una sufficienza chissà a cosa potrà mai aspirare. Ecco qui una frase che vi serva come sprono, tratta dal libro che vi consigliamo oggi di Daniel Pennac, Diario di scuola:

“Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini”

Proprio così, anche se adesso non sarete i primi della classe o i primi violini di un’orchestra, questa non sarà un’etichetta che vi porterete dietro. Soprattutto il vostro voto di maturità non definirà chi sarete nella vita: quello dipenderà solo da voi e dal coraggio che avrete.

Diario di scuola affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni, soprattutto quelli considerati “difficili”. Insomma, quelli che vanno male a scuola, gli “sfaticati”, i “fannulloni”: Pennac da ex somaro  lui stesso pone il focus su di essi. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sul ruolo dei genitori, dell’istituto scolastico, dei professori.

Quello che forse non sapete però è che Pennac è anche un professore, cimentandovi tra le pagine di questo libro vorrete proprio sia lui ad accompagnarvi per questa ultima tappa scolastica importante. Vi insegnerà quanto ognuno di voi sia unico, né migliore né peggiore di qualcun altro. Vi farà capire quanto la vostra strada sia ancora tutta da percorrere.

“Non c’è nulla che vada come previsto, è l’unica cosa che ci insegna il futuro quando diventa passato”

Provate a percorrere la vostra esperienza facendo tesoro delle pagine di questo romanzo: trasformate questi cinque anni in un diario da portare sempre con voi.

 

Cara vita ti scrivo

Il grande Lucio dalla avrebbe cantato “Caro amico ti scrivo” ma noi oggi vogliamo farvi scrivere alla vita, perchè nessuno vuol farvi credere che sarà tutto facile. Però una cosa dovete sempre tenerla a mente: non abbattetevi mai. Uscite nei balconi a cantare Venditti alle due di notte, buttate le tesine in aria una volta finita, correte sotto casa dei vostri migliori amici perchè il Coronavirus avrà pure modificato la vostra maturità ma questi resteranno i vostri momenti migliori.

La redazione tutta de Il Tirrenico vi augura il meglio per questi esami e per la vita intera, ad maiora.

 

 


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