In Bulgaria, Giappone e Grecia i politici si decurtano lo stipendio per l’emergenza Covid-19

I parlamentari bulgari rinunciano al 100% dello stipendio

Mentre in Italia si continua a discutere la proposta del M5S di tagliare gli stipendi dei parlamentari, in Bulgaria questo passo è già stato compiuto. Ministri, politici e deputati rinunceranno in toto al proprio stipendio annuale per devolverlo al sistema sanitario nazionale. Il ricavo si aggira intorno a 144 milioni di leva, ovvero 740mila euro. L’idea divenuta realtà proviene dal GERB, il partito conservatore al potere in Bulgaria guidato da Boijko Borisov.

Per quanto riguarda i casi presenti nel paese bulgaro, ad oggi non si registrano numeri eclatanti come quelli italiani. I contagi confermati sono 747, dei quali 105 sono i guariti e 36 i decessi. Nonostante l’iniziativa bulgara sia meritevole di encomi, c’è chi cerca di creare dei torbidi intorno ad essa. Difatti, secondo alcune indiscrezioni, poco tempo fa i parlamentari bulgari avevano deciso di aumentare del 40% il proprio stipendio.

Probabilmente, dopo un lungo esame di coscienza, hanno deciso di tornare indietro sui loro passi per sostenere il proprio paese fino al termine dell’emergenza.

La sempreverde nobiltà d’animo giapponese

La sempreverde nobiltà d’animo giapponese si eleva sulle mediocrità sparse nel giro del mondo politico. Difatti i parlamentari nipponici hanno deciso di tagliare del 20% i propri stipendi per supportare la popolazione afflitta dall’emergenza. L’accordo è stato raggiunto ieri in modo unanime dal parlamento giapponese: l’esecutivo guidato dal partito liberal-democratico ha trovato facilmente un punto d’incontro con l’opposizione democratico-costituzionale.

Le decurtazioni avverranno già nella busta paga del mese attuale. Lo stipendio di un parlamentare giapponese si aggira intorno a 1.294.000 yen, pari a quasi 11mila euro. Effettuando un rapido calcolo si può evincere che ogni politico rinuncerà a 258.800 yen, ovvero 2.200 euro circa. Si tratta di un taglio sicuramente importante per sostenere uno Stato già forte e con un efficiente sistema sanitario.

Comprendiamo le difficoltà dei cittadini e i problemi in cui versano le aziende, ed è importante che la nostra categoria e la comunità si uniscano per combattere assieme la battaglia contro il Coronavirus“, ha dichiarato Hiroshi Moriyama, portavoce del governo nipponico.

Anche la martoriata Grecia si unisce al ballo

Nonostante le devastazioni economiche e sociali che tutt’oggi colpiscono il paese ellenico, anche la martoriata Grecia ha deciso di unirsi al “ballo della solidarietà“. Il premier Kyriakos Mitsotakis ha proposto ai parlamentari del suo partito di decurtare del 50% lo stipendio per i prossimi due mesi. I membri del partito ND non saranno gli unici poiché al ballo si uniranno anche tutti gli altri ministri e politici.

La Grecia continua a tenere a bada i numeri dei contagi grazie alla tempestività con la quale ha adottato le misure necessarie per contrastare il Covid-19. “Sono sicuro che anche gli altri partiti faranno lo stesso“, ha dichiarato Mitsotakis sottolineando gli sforzi del governo di Atene per fare fronte all’emergenza: “Il nostro mondo politico deve stare in prima linea nella solidarietà“.

C’è chi agisce prontamente per stare accanto al proprio popolo e chi probabilmente troverà una soluzione tardiva al termine dell’emergenza. In Italia gli unici a muoversi sono stati i manager delle grandi aziende come Giovanni Rana e Leonardo Del Vecchio di Luxottica. Quest’ultimo ha deciso che integrerà la cassa integrazione per Coronavirus dei suoi 12mila dipendenti in modo da garantire loro il 100% dello stipendio. L’accordo prevede anche un taglio del 50% nelle buste paghe dei manager e un bonus di 500€ per chi fornisce servizi essenziali.


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