Il video spot su Milazzo, per fortuna “solo” dall’alto

Tanta bellezza come nel film di Sorrentino con Tony Servillo. La Milazzo inquadrata dall’alto con l’ausilio dei droni è una “Roma” patinata vista solo dal basso perché appena abbassiamo l’inquadratura ecco spuntare il degrado.

Nulla da dire sul video. Bellissimo. Ma studiato per mascherare le criticità di una città abbandonata. Un goffo tentativo di gettare sotto il tappeto la polvere. Fateci caso osservandolo. Mai una ripresa da terra, in centro. Rifiuti, strade bucate, cestini mancanti o divelti, pezzi di marciapiede staccati.

Il degrado ripreso da Sorrentino a Milazzo non si vede, nello spot è sempre tutto a “distanza di sicurezza“. Ed è un bene che il turista non veda. Poi quando viene scopre la spiaggia sporca e poco attrezzata, gli uffici turistici assenti, gli autobus che vanno via vuoti, il traffico caotico in centro, le erbacce nelle aiuole e i muri del Castello pieni di sterpaglie. Anzi no, quelle si vedono a un certo punto, giusto il tempo di un frame.

Per fortuna che l’unica ripresa al tramonto è in un angolo della ‘Ngonia. Fosse passato dalla Marina il drone avrebbe inquadrato le luci spente perché fulminate da almeno 4 anni. Al Capo poi tra degrado, erbacce e buio pesto, tanto vale passare con l’elicottero. Dalla Fontana dei Cavalli a quella di San Francesco. Tecniche scontate da Ministero della Propaganda Sovietica. Dal borgo idem, nelle stanze del Castello tra guano e sporcizia meglio non “immortalare”. Dall’alto è tutto più bello e sembra quasi tutto perfetto. Perché questa amministrazione vive sulle nuvole, dove i problemi restano lontani. Fateci caso.


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