Il turismo sulle Isole Eolie: un modello verso i titoli di coda

Nello scrivere questo articolo mi sono posto una domanda cosa cerco in una vacanza e ho proiettato questa visione sulle Isole Eolie. Ecco l’analisi

Una prima risposta: la bellezza dei paesaggi e i servizi turistici

Alla prima risposta l’arcipelago Eoliano per la sua complessità è al top ma sui servizi stendiamo un velo pietoso credo che siano sui livelli dell’Albania (Paese da me visto) che ha iniziato a fare turismo da un paio di anni.

La vera questione: la bagarre della movida

Il vero punto, qui il più dolente, la movida nell’arcipelago eoliano era un punto di forza, fra gli anni
novanta e i primi anni del secondo millennio dettava i tempi del divertimento internazionale con un turismo che si distingueva da quello delle Baleari (vedi Ibiza) più di elité e vedeva in Panarea la punta di diamante. Politiche restrittive, ordinanze ottuse proiettate su un turismo residenziale e zombizzante senza diversificazione fra le varie isole hanno prodotto la morte del settore.

Sulle Isole si mangia bene o forse no?

Potremmo banalizzare su una analisi superficiale in quanto quando si parla di cibo sulle Isole Eolie – pur con i dovuti distinguo – siamo a livelli altissimi ma non basta più in quanto, sottratte le eccellenze (quasi tutte stoccate su Salina e Vulcano, vedi il Signum per la prima e il Therasia per la seconda), la media complessiva della qualità dei ristoranti è come in tante altre località anche estere con prezzi mediamente più bassi.

La crisi delle Eolie: sviluppo a rilento

Ultimo punto, qui siamo allo sconforto piu assoluto tolta qualche struttura recettiva il resto è superato da
almeno 20 anni, perché Zuma, Nammos o Principote ecc.. presenti nelle magiori località di tendenza
Mykonos, Santorini, Ibiza, Puerto Banus, Sanit Tropez, Ksmail (Albania ) non aprono alle Eolie? Perché non esistono boutique dei grandi brand del lusso come a Positano, Costa Smeralda e Forte dei Marmi, Capri e recentemente Taormina? Se i costi della vacanza Eoliana sono alti, se vuoi conquistare il mercato florido del lusso che in Italia conta 9 milioni di presenze (la prima nazione al mondo), devi offrirlo, che senso ha che arrivi Bezos e altri con mega yacht e poi non sanno dove spendere. Il turismo di prossimità preferisce prendere un aereo da Catania e andare in una delle mete da me accennate sopra perché le troverà belle, sexy, fighe.

L’amara costatazione da chi come me bazzica sui social e che non si vede un reel delle eolie, ci sarà un
perché. Concludo che il mondo corre, anche un Paese come l’Albania oggi diventa attrattivo e non solamente per i costi competitivi come tutti noi siamo portati a pensare.
Le Eolie avevano un vantaggio di un turismo che parte dagli anni ’60, oggi siamo – già – ai titoli di coda.

 

A cura di David Anastasi


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