Giustizia per Floyd: il libro in una mano, la bomba nell’altra

Giustizia per Floyd, nel dodicesimo giorno di proteste dopo il decesso questo è diventato l’obiettivo principale. Come avrete notato, l’uccisione a cuor leggero dell’afroamericano, da parte della polizia di Minneapolis, sembra aver scatenato l’indignazione mondiale: cortei in strada a suon di I can’t breathe, murales, manifestazioni. Queste sono solo alcune delle modalità espresse per mostrare il dissenso del popolo, basti pensare che ieri a Washington sono arrivati più di 200mila manifestanti.

George Floyd, ormai diventato icona del movimento Black lives matter, è solo l’ennesima vittima di qualcosa che negli anni non è mai andato a scemare: il razzismo. Che si tratti di Trayvon Martin, Michael Brown o Floyd, l’unica verità è che cambiano i nomi dei discriminati ma mai le modalità. Ma allora la popolazione si chiede: cosa è cambiato? Sembra assurdo che nel 2020, specialmente dopo una pandemia in cui si inneggiava così tanto al buonismo, ci si ritrovi ad assistere a tali violenze. A tal proposito oggi vi proporremo il  modo migliore per far protesta senza spargere sangue: la lettura.

 

Armi d’istruzione di massa: giustizia per Floyd con un libro

Si dice che la cultura salverà il mondo e, un pò per comodità e un pò perché l’essere umano ha bisogno di speranze, ci piace credere sia davvero così. L’obiettivo umano al momento dovrebbe essere quello di costruire al posto di distruggere: “costruire” anche dei piccoli umani che siano in grado di ragionare da soli e capire cosa sia meglio per sé e la propria cultura. Non è certo questo la società in cui speriamo crescano i nostri figli, è necessario e indispensabile un futuro con principi che non siano quelli razziali. A tal proposito, un consiglio di lettura per i più giovani e per aiutarli ad entrare a pieno nel focus è: The hate u give.

Il coraggio della verità di  Angie Thomas. Edito da Giunti editore è diventato un caso editoriale con il titolo originale “The hate u give”. Il suo successo lo si deve anche grazie al film uscito nelle sale cinematografiche del 2018. La trama narra la storia di Starr Carter, una sedicenne afroamericana, costretta ad assistere all’assassinio del suo migliore amico (afroamericano anche lui) per mano di un ufficiale di polizia. Di fronte alla pressione esercitata dai media e dal sistema giudiziario, Starr farà di tutto per dare giustizia al suo migliore amico.

La voce di Starr e la sua giovinezza entrano facilmente nelle grazie di chi la legge e ci insegna che “nero” è solo un colore, non un’etichetta per la quale essere condannati.

 

Un sogno americano infranto

E’ pensiero comune credere che trasferirsi in America sia sempre una buona idea, per opportunità o per la qualità della vita stessa. Eppure i tg, gli avvenimenti e il mondo stesso ci insegnano che non è tutto oro quel che luccica.  Ce lo spiega a pieno Arianna Farinelli nel suo romanzo d’esordio: Gotico Americano.  

Il romanzo, edito da Bompiani, prende parte della collana Munizioni diretta niente di meno che da Roberto Saviano. L’esordio della Farinelli ha messo a nudo una società americana all’interno del quale all’ordine del giorno i temi da trattare sono: razzismo, fondamentalismo, diversità. Il romanzo narra la storia di Bruna, docente universitaria, con un matrimonio che sta calando a picco e immersa nel contorno di una società confusa dalle elezioni presidenziali e dall’ascesa di Donald Trump. A stravolgere la sua vita arriva Yuns, un suo studente di colore, con la quale nascerà una storia d’amore. Il tutto procede fino a quando quest’ultimo non sparirà per unirsi all’ISIS e combattere per il Califfato.

Il personaggio di Yuns, all’interno del romanzo, rivela quanto sia stato difficile crescere in America per un ragazzo di colore. In
una lettera molto commovente racconterà di come rimase senza padre presto, solo perché i poliziotti glielo portarono via arrestandolo. L’unica colpa? Essere nero.

 

Razzismo come piaga sociale

Che sia in un libro, che sia in tv, che sia in una manifestazione, la società odierna ci ricorda che la storia non ci ha cambiato per niente. Il razzismo è ancora un enorme piaga sociale che infetta le menti più perverse. Sembra sempre un argomento lontano o riservato ai libri di storia fin quando non vediamo sotto i nostri occhi cosa ci circonda. Serve davvero un video su Instagram per farci capire che la discriminazione razziale esiste ancora? Probabilmente sì. E allora usate questi social per vedere con i vostri occhi che non ci sarà nessun mondo fatato e migliore dopo questa pandemia, non fin quando non saremo noi a cambiarlo.

La soluzione? Armatevi. Armatevi di cultura, lanciate petardi di parole a chi dirà che le differenze stanno nei colori della pelle, nelle usanze, nelle religioni. Prendete un libro in mano e spiegate loro che la differenza la fa chi ha il coraggio di cambiare questo mondo in positivo e non soffocando un uomo inerme per strada.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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