Coronavirus, ad oggi si registrano 30 differenti ceppi: il più letale in Europa

Ceppi differenti e cure differenziate

Mentre le aziende sanitarie di tutto il mondo sono impegnate nella ricerca al vaccino, il Coronavirus non smette di mutare. Ad oggi si registrano esattamente 30 ceppi differenti e il più letale ha colpito la nostra Europa. Lo hanno scoperto un gruppo di ricercatori dell’Università di Zhejiang. Secondo loro vi sarebbero decine di ceppi e proprio durante le loro ricerche ne sono stati scoperti altri 19 mai visti prima.

Alcuni dei ceppi più potenti assomigliavano a quelli diffusi in Europa secondo quanto riportato dai ricercatori sul South China Morning Post e su medRxiv.org. I ceppi più deboli sono simili a quelli ritrovati in alcuni stati degli USA. Gli studiosi affermano che i loro risultati – motivati dall’analisi di soltanto 11 pazienti – dimostrano che la mutazione potrebbe influenzare la gravità della malattia.

Dunque gli Stati Uniti sarebbero stati colpiti da due differenti ceppi di Coronavirus.
Il tipo A domina la costa occidentale, mentre il tipo B si è diffuso a New York. L’epidemia di tipo A sembra essersi diffusa negli Stati Uniti dalla Cina, mentre il tipo B sembra provenire dall’Europa. Le mutazioni sono avvenute per superare la resistenza immunitaria delle diverse popolazioni colpite.

Una spiegazione all’elevata mortalità europea

Il gruppo di ricercatori, coordinato da Li Lanjuan, ha analizzato i diversi ceppi virali di 11 pazienti cinesi e ha testato l’efficacia del virus su cellule umane in laboratorio. I ceppi più aggressivi hanno creato fino a 270 volte la carica virale del tipo meno potente. E proprio i ceppi più violenti sono responsabili di una più elevata morte cellulare.

I nostri risultati mostrano che le mutazioni osservate possono avere un impatto diretto sulla carica virale e sul CPE. Questa scoperta suggerisce che le mutazioni osservate nel nostro studio possono avere un impatto significativo sulla patogenicità del SARS-CoV-2” scrivono i ricercatori.

Questi ultimi hanno trovato alcuni ceppi letali proprio nello Zhejiang, sede dell’Università. Secondo i loro studi proprio queste mutazioni hanno colpito la Spagna e l’Italia prima di diffondersi nello stato di New York. Sicuramente ci sarà bisogno di maggiori sforzi per combattere il virus, poiché sembra subire almeno una mutazione al mese.

Lo sviluppo di farmaci e vaccini, sebbene urgente, deve tener conto dell’impatto di queste mutazioni che si accumulano“, concludono i ricercatori.


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